NAPOLI KUTUZOV – A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Vitali Kutuzov, ex calciatore, tra le tante, di Milan e Bari. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Napoli, Kutuzov: “Manca lo scudetto ad una città che ha il calcio nel sangue, sarebbe giusto se lo vincesse”

Commento sul successo del Brasile e su Richarlison? “Alla nazionale brasiliana non mancano grandi talenti, sicuramente è un calciatore che rappresenta è un valore aggiunto per questa squadra. È un giovane, forse una scommessa. La sua crescita dipenderà da tanti fattori, mi auguro che possa avere fortuna e che dimostri in questo ed in altri tornei simili il suo potenziale”. Non avere punte centrali fa parte dell’evoluzione del calcio? “È cambiato tanto il calcio nel corso degli anni. Sicuramente l’allenatore cerca di trovare costantemente un espediente che possa sorprendere gli avversari.

Ciò è facilitato da determinate qualità dei calciatori, i quali sono possono essere più deboli come punte centrali, ma ugualmente fare la differenza. Nella gara con la Serbia il sistema di gioco della Spagna è stata la dimostrazione lampante”. Anche ieri Ronaldo è stato decisivo: quale sarà il suo fururo? “Mi auguro che possa trovare un nuovo Antonio Conte come allenatore o qualcuno con la sua esperienza, in modo da diventare il vero Cristiano. Attualmente il portoghese continua a trascinare la squadra grazie alla sua grande condizione fisica”.

Mondiale maledizione sportiva per il Napoli? “Scommetto che Spalletti non avrebbe voluto interruzioni e giocare il campionato sino alla fine, per i diversi aspetti sui quali poteva contare. Il Napoli deve trovare il modo adeguato di riprendere il campionato, mi auguro che Spalletti riesca a tenere la squadra in salute per la cavalcava della seconda parte di stagione. Manca lo scudetto ad una città che ha il calcio nel sangue, sarebbe giusto se il Napoli vincesse lo scudetto per il percorso intrapreso”. Progetto Sportexlubc? “È un progetto dove si toglie il muro codtruito tra i tifosi e la società. La tifoseria deve versare soldi per la società in pena trasparenza, ciò diventa fondamentale per accrescere il feeling tra le due parti. L’incremento della quantità di social è un dato rilevate anche per i diritti televisivi.

Il mio progetto tenta di trovare idee innovative e creare piattaforme sulle quali il tifoso entra in contatto con le diverse società. È rilevante condividere le responsabilità ed affidare parzialmente dei compiti anche ai sostenitori dei diversi club”. Quanto conta essere importante essere attivi sui social per un club prima di ingaggiare determinati calciatori? “Bisogna fare alcune scelte, un investimento simile andrebbe pilotato, dividendo rischi di infortuni e di fortune. Trovare un calciatore giovane è rilevante per aiutare la società a crescere e far gioire i tifosi, ed in seguito venderlo. È un procedimento assodato”.

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