Danilo Caravello, agente FIFA e procuratore di Udogie, ha parlato del Mondiale Qatar22 e tanto altro a “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio. seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Qatar22, Caravello: “È stato un Mondiale sottotono, questa competizione non mi ha entusiasmato”

Quale ragazzo ha impressionato al Mondiale? “In questo campionato del mondo ci sono molti volti noti. Agli occhi di tutti sono balzati i giovani della Croazia, ma anche alcuni talenti dell’Argentina, a testimonianza che quando c’è coraggio, l’età non conta. Vedi Gavi, è titolare della Spagna ormai da tempo”. La nazionale spagnola e la Germania hanno però deluso… “Non mi ha entusiasmo questa Coppa del Mondo, forse anche per il periodo nel quale si è disputata. È stato un Mondiale sottotono, anche per l’assenza di alcuni campioni. la Germania e la Spagna sono in una fase di transizione, ma hanno comunque disputato questo torneo. L’Italia, invece, non è neppure arrivata a partecipare. Indubbiamente non è stato dipeso da un rigore non segnato. Le colpe sono del nostro impianto sbagliato, ragioniamo per compartimento e non per sistema. Non c’è rinnovamento o ringiovanimento, come neppure il desiderio di volersi migliorare. Siamo aggrappati ai diritti televisivi, non cerchiamo altre risorse rilevanti. Siamo distanti anni luce dalla Bundesliga, ma soprattutto dalla Premier”.

Situazione Juve esempio di un sistema calcio malato? Come si placa questo movimento verso lo sperpero? “Il caso Juventus è il più eclatante, ma due anni fa Barcellona e Real hanno dato origine alla Superlega per nascondere alcune magagne economiche. Sono pochi i club i quali possono riequilibrare facilmente i bilanci… Le plusvalenze sono soltanto un posticipare i problemi economici, da tempo ormai hanno indotto alcuni club al fallimenti”. Limite del tetto saliare massimo soluzione percorribile? “In tutti gli ambiti le figure principali sono sempre strapagate. Condanno quando ci si aggrappa esclusivamente ai diritti televisivi. Dovremmo costruire degli stadi adatti ai tifosi, perché sono una fonte economica preziosa. Ci sono tante risorse nelle quali in Italia si riscontrano numerose difficoltà. Non abbiamo più l’appeal che consente di attirare grandi campioni, perciò dovremmo puntare maggiormente sui giovani”.

Serie A, Caravello: “Lotito e De Laurentiis si beccano tante critiche, ma i loro bilanci sono costantemente sani”

Questione governativa legata agli stadi di proprietà? “Tutto passa dalla politica e dalla burocrazia. Condanno gli errori commessi nel calcio, ma non è bello vedere che a livello politico non c’è nessun genere di supporto economico. Il sistema deve basarsi sullo stato e sugli apporti da esso offerti. Lotito e De Laurentiis si beccano tante critiche, ma i loro bilanci sono costantemente sani, pagano regolarmente e non hanno problemi”. Comincerà una nuova stagione alla ripresa della Serie A? “Non c’è mai stata una sosta così lunga, questo è un campionato atipico. Inizierà sicuramente la seconda parte di stagione diversa dalla prima, ma non va rimosso ciò che è stato dimostrato in precedenza. Il Napoli ha dato prova di essere più forte delle rivali ed ha lavorato quasi a pieno organico in questa sosta, poiché alcuni giocatori non sono andati distanti al Mondiale con le loro nazionali. Il girone di ritorno, tuttavia, sarà differente, ma non è un caso ciò che si è verificato in quello d’andata”.

Quale squadra riscontrerà maggiori difficoltà al termine della sosta? “Non trarranno beneficio le squadre le quali stavano vivendo un momento positivo ed erano lanciate poco prima della sospensione della Serie A, come la Lazio. Mai dare per morta, tuttavia, la Juve, la quale sarà un’antagonista. E non escluderei neppure Milan ed Inter dalla corsa scudetto. Il Napoli ha offerto un grande calcio, merita il primato, mi auguro possa trionfare al termine del campionato e che possa essere un anno propedeutico. Sono arrivati interpreti molto forti in estate”. Malinvosky al Napoli? “È un grande calciatore, non comprendo le numerose difficoltà riscontrate all’Atalanta. È un calciatore da Napoli, ma la Dea è una bottega cara. Posso supporre che il futuro dell’ucraino sarà all’estero, se dovesse essere ceduto”.

Pasquale Caldarelli

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