A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mattia Collauto, direttore sportivo. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Inter-Juve, Collauto: “Sono le due squadre che hanno dimostrato di più”

Possiamo già dire sia lotta a due tra Inter e Juventus?
“I numeri, in questo momento, dicono questo, anche se il campionato è ancora lungo e qualche squadra può ancora inserirsi. Sono le due squadre che hanno dimostrato di più, due conferme del campionato. È un lavoro, quello di Allegri, che è molto importante, anche se sono in molti a criticarlo”

Collauto: “Ci sono dei momenti, anche della settimana, che esigono la capacità di gestione del direttore sportivo”

Quanto è importante la figura del direttore sportivo nel rapporto con la squadra?
“Dovreste chiederlo ai presidenti. Tante volte si tende a criticare un ruolo in evoluzione ma che, tuttavia, riveste una certa importanza nella gestione dei calcolatori. In questo momento sembra essere una figura ambigua, ma credo sia soltanto un passaggio, una evoluzione del momento. Ci sono dei momenti, anche della settimana, che esigono la capacità di gestione del direttore sportivo, ruolo fondamentale di un club”

Collauto: “Il direttore sportivo deve essere visto come una risorsa per il club”

L’idea di De Laurentiis di poter fare a meno di tale figura crede costringerà lo stesso presidente a ricredersi o, alla lunga, il patron potrà avere ragione?
“Sarà il tempo a dirlo. Ciò detto, è evidente non sia soltanto un’idea di De Laurentiis, basti pensare anche ai fondi. Ciononostante, lo considero un luogo comune. Al di là dei ruoli, si tratta dei rapporti tra le persone. Da persone intelligenti, le scelte vanno sempre condivise, ed in passato è stato sempre così. Per far andare bene le cose, ognuno deve lavorare secondo quelle che sono le proprie qualità, le proprie competenze. Il direttore sportivo deve essere visto come una risorsa per il club e non come un uomo solo al comando. Quando si sceglie un direttore sportivo, si sceglie una figura con delle competenze in grado di garantire risultati sportivi”

Meluso, Collauto: “Un direttore molto competente”

Le piace Mauro Meluso?
“E’ una persona che conosce il calcio, una persona per bene. Spero per lui che abbia la possibilità di essere ascoltato, un direttore molto competente”

Collauto: “La scelta di portare Zlatan, però, è un’ammissione di colpa sull’allontanamento di Maldini…”

Ibrahimovic torna al Milan come senior advisor del club. DI che tipo di ruolo si tratta?
“Spiegatemelo voi, io non l’ho capito… Ho letto il comunicato, ma non riesco a capire che tipo di ruolo avrà Ibrahimovic. Vista la sua personalità, credo avrà la possibilità di stare vicino alla squadra. Sicuramente fare il dirigente richiede altre competenze. Essere stato un grande campione conta, ma non è determinante. Quando si fa il dirigente subentrano tanti fattori differenti, così come sono diversi i rapporti con i calciatori e la società. Con essi cambiano anche i modi di porsi. La scelta di portare Zlatan, però, è un’ammissione di colpa sull’allontanamento di Maldini…” Indipendentemente dal ruolo, può la figura di Ibra disturbare il lavoro di Pioli?
“Se questo fa il bene della squadra, deve disturbare il lavoro di Pioli! Se c’è bisogno di una figura che possa incidere, al fine di cambiare le cose in positivo, allora che ben venga”

Mazzocchi, Collauto: “Un ragazzo molto competitivo”

Come vedrebbe Mazzocchi al Napoli? Cosa potrebbe portare il calciatore della Salernitana agli azzurri?
“Sicuramente mentalità. È un ragazzo che ha dimostrato, negli ultimi anni, di poter stare benissimo nella massima serie e anche in una squadra importante. Negli ultimi anni ha fatto benissimo e credo possa tornare utile anche ad una squadra come il Napoli. D’altronde, è un calciatore che può ricoprire tanti ruoli. Ha cominciato come esterno alto, poi ha giocato come quinto e come terzino. Sa adattarsi a molti sistemi di gioco pur mantenendo le sue caratteristiche tecniche e caratteriali. Parliamo di un giocatore che aggiunge mentalità e che vive per il calcio, un ragazzo molto competitivo”

 

a cura di Virginia Trapani

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