A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Fabrizio Lucchesi ex direttore sportivo di Roma e Fiorentina. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Napoli, Fabrizio Lucchesi: “Sei mesi sono il minimo per la programmazione di un club come il Napoli”

Quanto è importante, per il Napoli, aver individuato il direttore sportivo per ripartire con la pianificazione della prossima stagione?
“È fondamentale. Credo che, nel rapporto tra proprietà e management, si sia individuato questo profilo e si stia già lavorando a quattro mani in attesa di definire il prossimo allenatore. Sei mesi sono il minimo per la programmazione di un club come il Napoli, nei grandi club si lavora anche programmando a distanza di anni. Dunque, credo si stia lavorando sui profili individuati dall’area scouting, così come sul bagaglio tecnico e sportivo del direttore”
Qual è, secondo lei, il profilo giusto per la panchina?
“E’ la domanda delle cento pistole. Anzitutto deve andar bene alla società. Il rapporto di sintonia tra tecnico e dirigenza denota l’esito dell’operazione. Si tanno facendo nomi molto diversi tra loro. Ci sono tecnici con anni di esperienza internazionale, ed anche di allenatori che possono essere pronti, senza dubbio, ma diversi. Sarà importante, al di là dell’aspetto tattico, anche decidere il tipo di progetto e la sua longevità. Bisognerà stare attenti a non sbagliare”

Conte, Fabrizio Lucchesi: “Sono profili ai quali va data una forte autonomia”

Cosa dovrebbe fare De Laurentiis per convincere Antonio Conte?
“Garantirgli un progetto importante con cui favorire il ritorno del Napoli ai massimi livelli. Al di là dell’aspetto economico, il vero problema è articolare un progetto di sviluppo tale da garantire una squadra che possa essere competitiva a livello nazionale e internazionale. È questa la difficoltà principale. Naturalmente, sono profili ai quali va data una forte autonomia, sia in termini di indicazione dei calciatori che di carattere gestionale. Tuttavia, sono persone che hanno la sensibilità di dialogare e interfacciarsi con la proprietà. Ripeto, dunque, che deve essere una tipologia di allenatore che deve andare bene alla società. Quella del Napoli è una proprietà che gestisce al meglio e che sa essere un valore aggiunto. Per due anni, infatti, non ho mai sentito Spalletti lamentarsi di De Laurentiis”

 

a cura di Virginia Trapani

 

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